Cos’è l’agricoltura biologica?

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    March

    L’Italia si trova tra i primi posti, in Europa, per export di prodotti biologici. Si parla di numeri grandi: un fatturato annuale che supera il miliardo di euro. Le regioni più fruttuose, in questo senso, si trovano al Meridione: l’Europa tutta, in merito a percentuale di coltivazioni bio, è seconda soltanto all’Oceania. Di biologico, per la verità, se ne parla molto, forse troppo, e c’è anche tanta disinformazione. Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza inoltrandoci in questo meraviglioso mondo al naturale.

    Agricoltura biologica: di cosa si tratta esattamente?

    I cardini su cui si fonda l’agricoltura biologica sono ben precisi ed affondano le radici in una regolamentazione che è uguale per tutti. In sostanza, si cerca di favorire un approccio più naturale possibile, optando per una produzione che, più che numerosa, sia di qualità. Il sistema è a ciclo chiuso: il bestiame fornisce il letame fertilizzante ed il terreno produce cibo per uomini e animali. Inoltre tutto ciò che è biodegradabile e non inquinato va a formare un altro tipo di fertilizzante naturale, il compost: in genere si tratta di una mescolanza di cenere di legna, scarti vegetali (quello che chiamiamo “umido), terra etc. C’è una gestione selettiva per gli insetti, in quanto molti sono utili per salvaguardare le coltivazioni da molti parassiti comuni. A questo scopo, anche l’habitat circostante diventa parte integrante del sistema, poichè, evitando di coltivare i terreni confinanti, si favorisce, di fatto, la sopravvivenza e la salvaguardia di insetti, uccelli e piccoli mammiferi, che fungeranno da “controllori” delle coltivazioni. Un vero esempio di collaborazione, insomma, tra umani e natura! Arance vaniglia, Masseria Cortile Grande Inoltre sono tassativamente vietati gli OGM e gli animali vengono allevati all’aperto, nutriti con cibo biologico e gestiti in base alla propria specificità. Niente galline ovaiole, insomma, niente stalle minuscole dove stipare bovini a vivere una vita di stenti e privazioni. Le colture sono ruotate in base alle stagioni, cercando di favorire quelle in linea con il periodo, ottimizzando così l’impiego di risorse e giovando anche al substrato: si “studia”, infatti, proprio come alternare le coltivazioni tra piante che migliorino la fertilità del terreno ed altre che lo impoveriscano. Inoltre, e questo, forse, è uno degli aspetti salienti, pesticidi chimici, fertilizzanti sintetici, antibiotici e altre sostanze sono soggette a rigorosissime restrizioni: non c’è abuso, non c’è spreco e si avranno, alla fine, alimenti privi di residui tossici, più ricchi di sostanze nutritive e, di certo, anche più buoni al palato.

    Cosa stabilisce l’UE

    È l’Unione Europea a disciplinare, dal 1991, le regole e i criteri da rispettare in merito alle coltivazioni bio. Attraverso enti privati che fungono da organismi di controllo, quindi, si supervisiona il prodotto dal seme allo stadio finale, garantendo, poi, anche l’etichetta in conformità. Per riceverla, però, è necessario che il 95% degli ingredienti del prodotto provenga da agricoltura biologica. Tutto questo è il processo che sta anche a monte della produzione di moltissimi alimenti che, una volta lavorati, arrivano sulle nostre tavole ogni giorno: pane, farina, latte, uova, pasta, frutta, ortaggi, verdure, sono soltanto alcuni dei cibi che, ogni giorno, nutrono noi e chi amiamo, ed è importante, quindi, informarsi per procurarsi sempre il meglio, a livello di genuinità e non solo di prezzo. D’altro canto, come asserisce un aforisma del filosofo Feuerbach: ”Noi siamo quello che mangiamo”. Pane, Masseria Cortile Grande

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